La Società Italiana di Chirurgia Oncologica vuole ricordare la figura del Professor Davide Francesco D’Amico, chirurgo e maestro di generazioni di professionisti. Pioniere della chirurgia del fegato e del trapianto di fegato apparteneva ad una generazione forgiata nella scuola padovana di Piergiuseppe Cevese, che ha sostituito alla guida della Clinica Chirurgica dell’Università di Padova e che ancora oggi porta il suo nome.
La sua figura chiude un’epoca di una chirurgia a tutto tondo, impregnata di parole che oggi sembrano lontane, come “scuola chirurgica”, “maestro” e “allievo”. Di lui si ricorda la sempre costante ricerca all’innovazione tecnica e tecnologica soprattutto nel campo della chirurgia trapiantologica epatica. Figura carismatica, in grado di fare quello che oggi si direbbe “team building” , dotato di straordinarie capacità organizzative e di networking si direbbe oggi.
L’apice della sua storia professionale è stato senza dubbio il primo trapianto di fegato da donatore vivente, per il quale riuscì ad ottenere un’autorizzazione speciale dal ministero della sanità, poiché all’epoca non esisteva una norma che lo consentisse. L’intervento, eseguito con la collaborazione del notissimo chirurgo giapponese professor Koichi Tanaka fu eseguito nel 1997 durante il congresso della società italiana di chirurgia (SIC) che si svolgeva a Padova. L’intervento venne proiettato in diretta davanti a centinaia di congressisti e in presenza di chirurghi di fama internazionale come il padre dei trapianti il professor Thomas Starlz di Pittsburgh. I suoi allievi lo ricordano come un vero padre, dotato di una straordinaria umanità ed empatia nei confronti dei malati.
L’insegnamento più grande quello di guardare più il volto del malato che le immagini della Tac. Di tenere in considerazione più l’esame obiettivo che gli esami di laboratorio.
E poi la dote del coraggio, la miglior qualità di un chirurgo, soprattutto nelle decisioni intraoperatorie. La costante ricerca al miglioramento, a guardare avanti, uscendo dalla propria “confort zone” senza paura di fallire. Tutti lo ricorderemo per questo.
Il Consiglio Direttivo SICO

